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soundverite@gmail.com
Metti una domenica cominciata lavorando, la mattina presto, proseguita sollevando frigoriferi lungo rampe di scale (trasloco di amici) e conclusasi con una passeggiatina serale di qualche chilometro per tornare a casa. Insomma, gli ingredienti ideali per passare il dopocena sbracato sul divano a non fare, finalmente, niente.
Invece ieri suonavano i Dirty Projectors a Le National e, dunque, ho deciso di farmi violenza e portare le chiappe nel cuore del village. Eppoi di spalla suona questa ragazza, si chiama Merril Garbus, abita qui a Montreal anche se è originaria del New England ed è uno dei nomi caldi del momento, grazie anche alla recente firma per 4AD che ha ristampato il suo primo album a nome Tune-Yards.
Ogni tanto fa bene un po' di disciplina, imporsi di fare le cose al di là dello scazzo e la stanchezza. Fossi rimasto a casa, mi sarei perso uno dei concerti dell'anno. E non sto parlando di Dirty Projectors. Sto parlando di Merril.
Quando si è presentata sul palco, io ero seduto nelle retrovie. All'inizio ho sentito solo degli ululati, ho alzato lo sguardo e ho visto questa ragazza, tracagnotta, in piedi di fronte a due microfoni, un timpano a destra un rullante a sinistra, sguardo fisso nel vuoto e ho capito che stava per succedere qualcosa. Quelle rivelzioni che non lasciano spazio a dubbi.
La differenza che c'è tra l'essere un bravo, un ottimo musicista con delle buone idee, e un talento naturale messo al mondo per stare su un palco, per fare quello. Merril Garbus non sa cosa farsene delle buone idee, perché ha talmente tanto talento che anche solo con un buon microfono, una scatola di fagioli e un cucchiaio è in grado di farti il culo. Anche se ti chiami Dave Longstreth e vieni da nuova york.
Se siete gente come me, intendo dire se ascoltate troppo musica e spesso l'ascoltate male, se per amare un disco vi dee piacere tanto e vi deve piacere subito, probabilmente il primo album di Tune-Yards vi sarà scivolato addosso senza impressionarvi troppo. Non vi biasimo, anch'io comincio ad averne abbastanza di freak-folksters e ormai quando vedo un ukulele su un palco ricorro agli antistaminici.
Eppure, vi dico, tenete d'occhio questa ragazza perché qualcosa mi dice che sul nuovo album ci sarà molto ritmo e questa volta non nasconderà la sua voce splendidamente soul. Il 2010 sarà il suo anno.
Un anno e qualche mese fa...
Passa veloce, ancora di più in un luogo dove tutto è nuovo e diverso. È incredibile quanto poco ci sia voluto per abituarsi a paesaggi che fino all'anno scorso erano pura letteratura. E adesso queste casette basse, col giardinetto e il prato impeccabile, questi quartieri residenziali così americani, visti in mille film, mi sono assolutamente familiari.
In questo video poi spiccano anche belle inquadrature di quello che, salvo sorprese, dovrebbe essere il fiume San Lorenzo. Familiare anche quello, ormai.
Di We Are Wolves ho scritto una recensione sull'ultimo Rumore. Sono bravi anche se non mi fanno gridare al miracolo. Dal vivo non li ho ancora visti, ma dicono che siano super. Il loro ultimo album, Invisible Violence, è uscito su Dare To Care a ottobre. Il brano qui sotto, "Holding Hands", è più marcatamente punk-garage, ma io li preferisco negli episodi più electro e post-punk.
Il Gala dell'ADISQ è una serata in cui ogni anno il Québec premia i suoi eroi musicali. Non è un concorso canoro à la sanremo, ma comunque è un concorso con tanto di nomination e votazione del pubblico.
Va da se che il contesto è abbastanza nazionalpopolare anche se, bisogna riconoscere, il nazionalpopolare qui è molto più dignitoso di quello italiano, nel senso che quantomeno si cerca di evitare il trash.
In ogni caso, nonostante la maggior parte dei protagonisti e dei premiati siano musicalmente discutibili, la fierezza francofona che impone al Québec di sostenere i propri artisti emergenti è riuscita a fare in modo che passasse più di qualche nomination proveniente da ambienti indipendenti. Nel caso di Coeur de Pirate, si è giunti addirittura al premio: Révélation de l'année.
A me questa giovane biondina supertatuata non mi ha mai fatto impazzire. Mi ha sempre puzzato un po' di avrillavigne pronta all'uso e al consumo del teenager francofono alternativo. In realtà il suo album non è affatto male e non ha niente a che vedere con le temute derive pseudo-emo che pure potevano essere messe in conto a giudicare dal look. Uscito ad aprile su Grosse Boite (la divisione francofona di Dare To Care), è stato in seguito ristampato su major. Qui si trova anche al supermercato.
E così ieri, mentre a Montreal veniva rieletto per la terza volta un sindaco la cui amministrazione è stato coinvolta in parecchi scandali di corruzione e gare di appalto truccate, Coeur de Pirate ritirava felice il suo felix... canta che ti passa!
I Think About Life sono un trio di gente più o meno nota della scena. Più che altro è noto Graham Van Pelt, la mente pensante dei Miracle Fortress (il cui album Five Roses del 2007 continua ad essere una delle cose migliori uscite da Montreal negli ultimi anni).
Il giovane qui è anche noto per aver fondato una sottospecie di locale molto frequentato e chiacchierato, il Friendship Cove. Frequentato perché ci fanno concerti fichi e chiacchierato perché è una specie di squat a downtown dove la sera non c'è un cacchio. Io lo detesto perché c'ho provato a vedere Ganglians e Wavves una volta, ma son dovuto scappare dopo due canzoni: provate voi a stare con una settantina di persone in un posto che ne tiene 50 e in cui tutti fumano in continuazione.
I TAL hanno pubblicato il loro secondo album Family questa estate su Alien8. Devo riconoscere che avevo pronosticato maggior fortuna per il loro pop venato di house e ammiccamenti indie. Mi sembrava una sintesi molto riuscita anche se non proprio originale (ma mica ci staremo ancora a preoccupare dell'originalità nel 2009?). Per esempio la canzone di cui il video qua sotto secondo me ha un potenziale notevolissimo anche per il dancefloor.
Se poi però fate 'sti video ignobili non vi lamentate se il successo non arriva. Già la copertina è una schifezza.
ultimo post di riepilogo sui dischi che mi hanno maggiormente colpito in questo periodo. dico ultimo perché, oramai, sarà tempo di cominciare a pensare alla classifica di fine anno. compito che quest'anno si annuncia abbastanza facile, nonostante l'impressionante densità di album che senza esitazione definirei 'capolavori'. da questo punto di vista, mi sbilancio e dico che il 2009 sarà ricordato come uno dei migliori anni del decennio (se non il migliore). come le altre volte, i titoli sono in ordine sparso.
MIRACLES - Colony Collapse - Creative Capitalism
in realtà si tratta di un album uscito alla fine del 2008. che frustrazione arrivarci solo adesso. da new york con un suono scarno, potente e intenso. farfisoni alla spacemen 3, cantati fugaziani e una buona dose di joy division non semplicemente citati ma masticati e metabolizzati a fondo. sentiremo parlare di loro.
MOUNT EERIE - Wind's Poem - P.W. Elverum & Sun
forse si è calcato un po' troppo la mano sulla componente black metal del disco. in realtà c'è, ma aleggia come un'atmosfera. in fondo si tratta di folk o, per meglio dire, della sua maniera di dare senso a questa parola. io lo amo in tutte le salse.
WILCO - Wilco (The Album) - Nonesuch
ha scritto bene lui. non sbagliano un colpo, non è nella loro natura. un po' più morbido e zeppo di citazioni ma sempre e comunque grandi. ovvero del come abituarsi all'eccellenza.
VIC CHESNUTT - At The Cut - Constellation
onestamente non credevo che potesse ripetersi ai livelli di North Star Deserter. forse questo è addirittura meglio. il disco definitivo? non ci scommetto più. in ogni caso dritto in top 5 senza passare dal via.
GANGLIANS - Monster Head Room - Woodsist
già un 12'' ad inizio anno che seppelliva la quasi totalità della fuffa shitgaze tanto decantata a destra e manca, e poi la svolta psych-pop all'insegna della summer of love californiana. capaci di tutto. cheiddiolibenedica.
WOODS - Songs Of Shame - Woodsist
altro disco per l'etichetta principe del fenomeno shitgaze che si pone fuori dalla categoria. qui io vedo piuttosto un recupero felicissimo della grezzuria e della grazia che fu dell'indie-rock quando sapevamo cosa voleva dire. contiene alcune delle canzoni più belle ascoltate quest'anno.
LIGHTNING DUST - Infinite Light - Jagjaguwar
l'esordio prometteva bene e qui mantengono. folk con buona attitudine rock, psichedelici con misura e morriconiani nell'epica. ma soprattutto canzoni che brillano di una luce veramente infinita. cresce ascolto dopo ascolto.
VIVIAN GIRLS - Everything Goes Wrong - In The Red
al di là della mia cotta tardo-adolescenziale per Cassie Ramone, devo dire che mi commuovono. non recuperano solo un suono, ma tutta un'attitudine e un'estetica cui sono profondamente legato. e se è vero che Ramone è un cognome che possono usare tutti, è anche vero che lei ha ampiamente dimostrato di meritarselo. ascoltare 'Survival' per credere.
MOS DEF - The Ecstatic - Downtown
il rap riscopre di aver qualcosa da dire. ovvero come fare il culo a tutto l'hiphop coca-figa-soldi in un disco solo. nigga di tutto il mondo tornate a scuola, quella vecchia.
SUNSET RUBDOWN - Dragonslayer - Jagjaguwar
confesso che ormai temevo di averlo perso. intendo Spencer Krug. questo album lo ripropone a grandi livelli e aiuta a consolare della perdita dei Wolf Parade (che esistono ancora ma di cui non sembra importare più di tanto ai due principali protagonisti).


Ho scoperto questa ragazza un po' per caso.
Ha aperto un concerto dei Tindersticks qualche mese fa (ma non c'ero, sono arrivato tardi) e poi è salita sul palco per cantare due canzoni con Stuart (e lì c'ero). Mi ha colpito subito la sua voce. Penso che faccia questo effetto un po' a tutti la prima volta. Ha un timbro veramente molto particolare che si adatta perfettamente alla malinconia delle sue canzoni. Qui a Montreal è piuttosto conosciuta (il suo ultimo si trova anche al supermercato), così come in america del nord e in francia. In italia mi pare che non se parli molto, un po' come patrick watson di cui un paio di post qui sotto (e infatti sono amici, sono entrambi ospiti sui rispettivi album). Eppure è una delle più belle voci femminili in circolazione. Qui la vedete alle prese con un superclassico del local hero per eccellenza. Il video qui sotto invece è tratto dal suo ultimo album omonimo.
Non perdete le due date italiane di novembre. Di loro già scrissi in breve e non mi dilungo. Per chi scrive, questa canzone (l'unica cantata da Brendan Reed sul disco) è una delle migliori dell'anno in assoluto. Anche il video è sfizioso. Più dettagli su stereogum.
alla fine mi mancava questa città. ha un fascino particolare che ha poco a che vedere con il 'bello' comunemente inteso. ti conquista a poco a poco e vince un po' alla volta le resistenze estetiche che mi ero inevitabilmente portato dietro dalla vecchia europa.
è quasi un anno che sto qua e dunque mi sembra giusto mettere da parte cautele e modestia per cominciare a parlare della scena locale. d'ora in poi i post di questo blog saranno dedicati a Montreal, con licenza di allargarsi in tutto il canada quando necessario.
comincio da Patrick Watson per una semplice ragione: ho avuto l'impressione che in italia nn se ne sia accorto nessuno. in quebec è una star, in nordamerica è affermato, nel resto d'europa è più che considerato ma da noi, a parte qualche buona recensione, sembra non essersene accorto nessuno. a mio avviso è uno dei cantautori più dotati in circolazione. grandi doti compositive e imprevedibile in fase di arrangiamento, il suo punto di forza è un timbro vocale duttile e particolarissimo anche quando disegna linee melodiche in certa misura debitrici nei confronti di jeff buckley. folk, pop, elettronica, rock e tradizione piegata a una personalità forte. l'ultimo album si chiama Wooden Arms e, se non vi fate troppo condizionare da pitchfork, non vi deluderà.
il video l'ha realizzato lui.
il video mi lascia un po' perplesso, ma la canzone è bella e loro sono bravi.
hai voglia ad accumulare ore di diretta radiofonica... cresce la confidenza col microfono, aumenta il livello di professionalità (o almeno così piace pensare) ma, poi, ci si ritrova là dove tutto è cominciato o quasi, e inevitabilmente si fa sentire l'emozione e la piacevole sensazione di essere di nuovo a casa.
quella che trovate di seguito è la playlist di martedì scorso, una puntata un po' a sorpresa, organizzata così su due piedi grazie al Direttore e all'entusiasmo inscalfibile di Gigi Patruno (master control!).
oltre all'emozione e alla nostalgia per il ritorno, non abbiamo saputo rinunciare a un momento più amaro: la chiusura di MyHoney records. naturalmente ci auguriamo che la disillusione e la delusione di Paolo Spelorzi siano momentanee, tuttavia le sue parole di commiato non smettono di rimbalzarmi nella testa "[...] si chiude delusi dall'attuale situazione della musica in italia. Stanchi e disillusi preferiamo fermarci qui [...]". parole che suonano tanto più amare quanto più avevamo imparato ad apprezzare lo stile e l'entusiasmo di chi le ha scritte.
questa puntata è dedicata a Paolo, già ospite di sOUNDVERITE, e a MyHoney.
PARTE I
Montreal (dwnld mp3, 42 mb approx.)
THINK ABOUT LIFE - Family - Alien8 CD 2009
"Sweet Sixteen"
THE LOVELY FEATHERS - Fantasy Of The Lot - Sparks CD 2009
"Gifted Donald"
CLUES - s/t - Constellation CD 2009
"Ledmonton"
SISTER SUVI - Now I Am Champion - Common Cloud CD 2009
"American"
PONY UP! - Stay Gold - autoprodotto CD 2009
"Sounds Like My Wedding Night"
PARTE II
World (dwnld mp3, 33 mb approx.)
CHAIN AND THE GANG - Down With Liberty... Up With Chains! - K CD 2009
"Reparations"
WILCO - Wilco (The Album) - Nonesuch CD 2009
"One Wing"
JAY REATARD - Watch Me Fall - Matador CD 2009
"Wounded"
DINOSAUR JR. - Farm - Jagjaguwar CD 2009
"Over It"
LE MAN AVEC LES LUNETTES - Love is Not For Me - MyHoney 3" mCD 2006
"For A Lover"
