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25/06/2009
Imprevedibile!

biglietto acquistato con buon anticipo per non sbagliare, mi sono avviato al concerto di Jonathan Richman e Vic Chesnutt con le aspettative da 'concerto dell'anno', non senza smettere di interrogarmi sul perché di un accoppiata apparentemente così bizarra. ci ha pensato il buon Vic a fugare ogni dubbio dopo una canzone a tema (Jonathan is my mentor and I am his protegé, canta nella strofa di quella che aveva tutta l'aria di essere un'improvvisazione) quando tra gli applausi del pubblico ha sentenziato al microfono I am the dark, Jonathan is the light, per poi annunciare felice la prossima pubblicazione di un album a quattro mani (!!!).
e dunque cominciamo da Vic, l'oscurità. sale sul palco e comincia a suonare come se ogni singola nota fosse strappata con la forza alla prigione del suo corpo, libera di accompagnare finalmente la sua voce. si è senza difese di fronte alla musica di vic chesnutt, non solo perché dotata di una intensità che non vuole saperne di essere mascherata o mistificata da arrangiamenti gentili o anche solo da accordi compiaciuti, ma soprattutto perché vic risulta estremamente divertente. scherza col pubblico, gioca con le sue canzoni, improvvisa strofe e si diverte. la cosa sorprendente è che la sua comicità si integra perfettamente con la tragedia della sua musica, creando un'indefinibile sensazione di disagio emotivo nell'ascoltatore normalmente non abituato a sintonizzarsi sulle due frequenze contemporaneamente.
poi venne la luce. Jonathan accompagnato dalla sua leggenda di fronte a un pubblico già pronto a spellarsi le mani per lui. sarà forse più facile così, ma io veramente non avevo mai visto un frontman capace di far scoppiare un applauso semplicemente inarcando un sopracciglio. Jonathan ha una mimica da navigato attore di teatro, canta, scherza, balla e spesso abbandona il microfono nel bel mezzo di una canzone solo per intrattenere il pubblico, lanciarsi in balletti o suonare la prima percussione che gli capitata a portata di mano. un autentico performer per cui la musica non è lo spettacolo ma parte di esso. spazza via qualunque tensione linguistica parlando un discreto francese, un italiano sorprendente e cantando molti brani in francese, uno in italiano (in che mondo viviamo? imprevedibile!!) e altri in lingue che mi sono sembrate l'arabo, il giapponese e lo spagnolo. ecco un video per rendere meglio l'idea.

concerto dell'anno!

 

Postato da: soundverite a 17:50 | link | commenti |
secondo me, montreal, vivo e vegeto

11/06/2009
mi piacciono anche i dischi che non mi piacciono II

è ora di tornare. prima o poi dovrò decidere cosa fare di questo blog. nel frattempo, quando siamo quasi a metà giugno, provo a stendere un altro elenco dei dieci dischi che in questi ultimi mesi mi hanno tenuto maggiormente compagnia. qualcuno con buona probabilità di finire nella classifica di fine anno.

BILL CALLAHAN - Sometimes I Wish We Were An Eagle - Drag City
Questo album mi sta letteralmente ossessionando. mi ha stregato al primo ascolto e tuttora non riesco a smettere di sentirlo. Brian Beattie cura gli arrangiamenti degli archi e ci mette del suo ma è sempre la voce di Bill a fare la differenza. onestamente non avrei mai pensato che un mio vecchio amore degli anni 90 fosse in grado di tirare una zampata così, definitiva, adesso alla fine degli anni zero. felice di farmi stupire.

GRIZZLY BEAR - Veckatimest - Warp
Non saprei cos'altro aggiungere rispetto a quello che ho detto qui. visti dal vivo recentemente mi hanno impressionato ancora di più. come cantanti, come musicisti, per la naturalezza con cui suonano pezzi che a me sembrano complicatissimi e anche per la semplicità con cui stanno sul palco. fuoriclasse assoluti e il loro miglior disco.

CRYSTAL ANTLERS - Tentacles - Touch&Go
A differenza di pitchfork ritengo questo album molto più entusiasmante dell'ep. è una jam impossibile tra black heart procession e van der graaf generator con deviazioni garage. che possa solo essere concepita un'idea del genere mi spaventa... che poi questi l'abbiano addirittura realizzata mi commuove. incontenibili.

JEREMY ENIGK - OK Bear - Lewis Hollow
Un altro pezzo degli anni 90 che ho amato e che ritorna con un album di cantautorato rock, raffinato, imprevedibile e assolutamente ispirato. non cercate le vestigia gloriose dei sunny day real estate ma godetevi questa nuova veste. classe da vendere.

ELFIN SADDLE - Ringing For The Begin Again - Constellation
Ne ho parlato velocemente su Rumore e ho fatto parlare loro su indie-eye. molto oltre il folk tradizionalmente inteso ma saggiamente al riparo da derive weird inconcludenti. toccanti e intensi. ascoltateli per favore!

AKRON/FAMILY - Set 'Em Wild, Set 'Em Free - Dead Oceans
Nonostante l'incontro ravvicinato con seth olinsky e la conseguente simpatia che ne è derivata, dopo parecchi ascolti devo dire che non è all'altezza del precedente. ma del resto era impresa improba. e comunque ci sono canzoni eccezionali e "Everyone is guilty" è uno dei pezzi migliori dell'anno in assoluto (e lo sarà anche tra sei mesi).

TREMBLING BELLS - Carbeth - Honest Jon's
una voce che ricorda pericolosamente quella di Nico (anche se la cantante dei velvet, fortunatamente, se le sognava certe tonalità là in alto) prestata a un folk nel senso primigenio del termine. musica popolare, antica, che recupera l'atmosfera e la melodia del madrigale medievale pur mantenendo un piglio essenzialmente rock. felicemente spiazzante.

M. WARD
- Hold Time - Merge
Derubricato troppo in fretta alla voce 'carino', come felice ma ennesimo esponente di un cantautorato pop delicato e profondo, questo album si è fatto largo a spintoni tra i miei ascolti, tanto è che mi sono scoperto a farlo girare sempre più spesso sul mio stereo. fatelo anche voi, non ve ne pentirete. ottimo per la prima colazione.

HEARTLESS BASTARDS - The Mountain - Fat Possum
Ah. un disco rock - hard comediocomanda, sporco quanto basta, tradizionale quanto basta, pesante senza esagerare, cantato da una voce femminile che mostra l'indolenza e la tristezza che poteva essere dei chokebore. un colpo al cuore.

CLUES - s/t - Constellation
un disco dove le melodie sono taglienti e il suono è soffice anche sugli spigoli. ci vuole qualche ascolto per apprezzare il songwriting di alden penner, la profondità delle sue melodie non si concede subito. ma vale la pena attendere. ho intervistato anche loro, qui.


Elfin Saddle

Postato da: soundverite a 23:25 | link | commenti (4) |
classifiche, secondo me, montreal

18/04/2009
negozi di dischi

sarà un post snello. sull'argomento, complesso, hanno scritto in molti e meglio di quanto potrei far io. cosa potrei aggiungere alla nostalgia di quanto ho già scritto qui?
mi limito ad unirmi con lo spirito alla lodevole iniziativa. con lo spirito, perché con i fatti lo faccio tutte le sante settimane. mica solo il 18 aprile.
a montreal i negozi di dischi continuano a campare, c'è una scena musicale della madonna e la musica non è mai associata alla parola gratis. che sia un caso?


Postato da: soundverite a 01:18 | link | commenti |
secondo me, montreal

06/04/2009
l'uomo del fischietto

la mia ragazza è musicalmente ingenua, nel senso più bello e etimologico del termine, e dunque più libera di me per tante cose (avevo introdotto l'argomento già in questo post). costretta a seguirmi nella mia caccia alla novità discografica, spesso si spazientisce e, all'ennessimo gruppo nuovo che non ha mai sentito nominare, rinuncia volentieri anche solo a chiedere il nome dell'artista che dimenticherà inevitabilmente di lì a poco. il che tuttavia non vuol dire che non ascolti. ogni tanto infatti, per qualche ragione, anche lei viene colpita da qualche disco che fa breccia nel suo cuore e così mi chiede di ascoltarlo. rifiutandosi di imparare i nomi veri, allora li ribattezza lei con nomiglioli più o meno simpatici ma che spesso hanno il pregio di mettere in evidenza delle caratteristiche particolari che a me erano sfuggite. è il caso dell'uomo del fischietto che altri non è che ANDREW BIRD. siamo andati a vederlo a Le National sabato scorso e solo lì, ancora una volta, ho capito quanto c'aveva preso la mia ragazza. ascoltando a più riprese lo splendido Noble Beast, avevo sempre percepito il suo fischiare come una semplice soluzione all'interno di arrangiamenti estremamente raffinati e ricchi di strumenti. in realtà il fischio riveste un'importanza fondamentale nella sua estetica. l'ho capito solo guardandolo dal vivo. il ragazzo è talmente e sfacciatamente bravo a suonare e a cantare, è talmente a suo agio sul palco, così elegante, simpatico, ironico senza strafare e pure bello che in realtà ha un disperato bisogno di qualche elemento che lo renda semplicemente 'umano' (e dunque ancora più perfetto). questo elemento è il fischietto. il suo ruolo fondamentale è dare un tocco di leggerezza alle sue canzoni, smorzando la profondità di una voce à la Thom York che unisce impennate à la Jeff Buckley alla padronanza del crooner navigato. più che di leggerezza, forse si tratta di dare un tocco di vera e propria frivolezza. impressionante.
anche la mia ragazza.



Postato da: soundverite a 21:41 | link | commenti |
video, la mia ragazza, secondo me, montreal, vivo e vegeto

30/03/2009
mi piacciono anche i dischi che non mi piacciono (tic.)

non è che non ho tempo di scrivere. semplicemente ho troppo tempo per pensare ai fatti miei. prima, in italia, ne avevo di meno. e allora il blog era un appuntamento con me stesso, un modo per fare il punto della situazione così... tra me e me. adesso che sono praticamente barrato tra me e me... fuggo da queste pagine e non ho voglia di scrivere. comunque siamo arrivati a fine marzo. eccovi i dieci dischi che fino a questo momento hanno fatto breccia nel mio cuore. in ordine sparso.

ANIMAL COLLECTIVE - Merriweather Post Pavilion - Domino
Non che Strawberry Jam fosse meno bello... ma qui ci sono due-tre pezzi di quelli che non lasciano scampo. No, non è esagerato utilizzare la parola 'genio'. Un disco di quelli che rimangono (e non parlo solo delle classifiche di fine anno).

ANDREW BIRD - Noble Beast - Fat Possum
Rivelazione. Metti un timbro vocale tra Mark Kozelek e Thom York e  canzoni arrangiate con la fantasia di Sufjan Stevens e la raffinatezza di Owen Pallet. Un fuoriclasse assoluto e io lo scopro solo adesso. Una vergogna.

ALELA DIANE - To Be Still - Rough Trade
Uno dei più bei concerti visti ultimamente e un disco sopraffino. Eleganza, profondità, classe per una voce che ha tutti i colori del folk. Non solo per gli amanti del genere. La ragazza ha qualcosa da dire e pare che sia particolarmente interessante.

FRANZ FERDINAND - Tonight - Domino
Non all'altezza del precedente. Volevo approfittarne per abbandonarli ma, sinceramente, chi altri oggi sarebbe in grado di confezionare un album pop con 12 - dico 'dodici' - singoli? Solo loro, evidentemente. Per fortuna che ci sono.

SHOLI - s/t - Touch&Go
Mi chiedo quanto incida l'effetto nostalgia quando dico che questo album è la vera rivelazione dell'anno fino adesso. June Of 44, Karate, Slint e altre prelibatezze tra noise e melodie sempre e rigorosamente sad. Grandi.

ANTHONY
& THE JOHNSONS - The Crying Light - Secretely Canadian
Mi ha conquistato un po' alla volta. All'inizio non ci andavo matto. Adesso lo ascolto in continuazione e ogni volta che arrivo in fondo mi sento un po' più morto. Potenza della voce ultraterrena.

BELL ORCHESTRE - As Seen Through Windows - Arts
&Crafts
C'è ancora spazio per il post-rock nel 2009? Qui son tutti convinti di sì e anch'io sto cominciando a crederci di nuovo. Soprattutto poi quando vedo che si può riproporre in chiave più attuale e imprevedibile.

BONNIE 'PRINCE' BILLY - Beware - Drag City
Ma veramente vi bastava una copertina nera per farvi credere ad un nuovo I See A Darkness? La continuazione ideale di Lie Down In The Light, qua e là un po' più elettrico ma sempre inevitabilmente e fieramente country.

...AND YOU WILL KNOW US BY THE TRAIL OF DEAD - The Century Of Self - Richter Scale
Dopo una parentesi un po' moscia (So Divided) tornano all'indipendenza e soprattutto alla rabbia. Quando fanno così non ce n'è per nessuno: dopo i God Machine l'ultimo gruppo rock a meritare veramente l'appellativo 'epico'.

DENTE - L'amore non è bello - Ghost
Questo ragazzo ha scritto proprio una gran bel disco. Canzoni che si insinuano come una carezza... su un nervo scoperto. Non è che la gentiliezza faccia meno male in questo caso. Gliene sono ugualmente riconoscente.

Postato da: soundverite a 04:06 | link | commenti (2) |
classifiche, secondo me, montreal

04/03/2009
Winter Gloves: Let Me Drive

 

Postato da: soundverite a 01:30 | link | commenti |
video, montreal

15/01/2009
ve lo sognate questo bel sole...


Postato da: soundverite a 14:01 | link | commenti (1) |
montreal

02/01/2009
de gustibus 2008 (pt.2)

ed eccoci finalmente alla soffertissima topten.
cominciamo con qualche nota sulle assenze eccellenti.
i TV ON THE RADIO hanno fatto un gran bel disco, uno di quelli che probabilmente sono destinati a restare. Dear Science è senza dubbio un album coraggioso, dove i newyorkesi hanno osato cambiare in modo abbastanza netto rispetto al passato; purtroppo la nuova direzione intrapresa parla molto alla mia parte razionale (che mi fa dire, per l'appunto, che si tratta di un gran disco), ma molto poco alla mia parte emotiva (che continua a rimpiangere certa pesantezza e cattiveria che qui mi sembrano un po' sacrificate).
gli OF MONTREAL hanno fatto un disco che non mi è sembrato all'altezza del precedente; tuttavia mi pare che Skeletal Lamping sia comunque un bel disco che contiene delle canzoni irresistibili. dei VAMPIRE WEEKEND tengo strette tre canzoni di un album comunque godibile, mentre negli MGMT veramente non riesco a trovare un singolo motivo di entusiasmo (sarà la vecchiaia che incombe).

due parole sui presenti.
i
SIGUR RÓS vincono perché, oltre ad aver scritto un altro capolavoro, sono riusciti là dove i TVOTR hanno fallito. a memoria non ricordo una svolta tanto decisa e coraggiosa ma al tempo stesso tanto coerente con la propria estetica. onestamente, quanti di noi avrebbero mai immaginato che i ragazzi islandesi ci avrebbero un giorno portato ad inseguirli felicemente al sole e per di più  con le chiappe all'aria? giganteschi.
di
BODUF SONGS cosa posso dire che non abbia già scritto qua? come diceva quello, un giorno la critica lo capirà. un album immenso e senza dubbio il suo migliore.
i PORTISHEAD hanno scritto un album difficile che all'inizio mi aveva lasciato un po' freddo. a un certo punto, non so bene come, Third ha cominciato a pretendere di essere ascoltato e io non ho potuto far altro che assecondarlo. è arrivato fino al podio da solo, io non ho fatto nulla.
WHY? ha pubblicato il disco che ho ascoltato di più in assoluto e i DEERHUNTER mi hanno fatto sentire di nuovo giovane: Microcastle non si limita a citare i '90... riesce a renderli di nuovo attuali (grazie).

il podio è tutto europeo ed è la prima volta che succede da quando mi diletto in questo esercizio di fine anno (cioè dal 1994).

01. SIGUR RÓS - Með suð í eyrum við spilum endalaust - EMI

02. BODUF SONGS - How Shadows Chase The Balance - Kranky

03. PORTISHEAD - Third - Island

04. WHY? - Alopecia - Anticon

05. DEERHUNTER - Microcastle - Kranky

06. LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA - Canzoni Da Spiaggia Deturpata - La Tempesta

07. BON IVER - For Emma, Forever Ago - Jagjaguwar

08. BENGA - Diary Of An Afro Warrior - Tempa

09. CRYSTAL STILTS - Alight Of Night - Slumberland

10.
THE NEW YEAR - s/t - Touch&Go




  

Postato da: soundverite a 15:49 | link | commenti (6) |
classifiche, playlist, secondo me

26/12/2008
de gustibus 2008 (pt.1)

il giudizio sull'annata musicale è molto positivo. mi pare che siano venuti fuori diversi nuovi progetti molto interessanti. in generale credo di poter riassumere così: pochi album eccezionali, molti album veramente buoni. in ogni caso, *seguire* costa sempre più fatica, ma ne vale sempre la pena. ecco le posizioni 20 - 11.

20. DEPARTMENT OF EAGLES - In Ear Park - 4AD
Semplicemente sopraffini. Melodie eccezionali, arrangiamenti sorprendenti. Non è facile trovare un equilibrio così perfetto tra dimensione pop e dimensione folk, a loro riesce con una naturalezza disarmante. Spero vivamente che si tratti di qualcosa di più di un side project: questi possono regalarci veramente un capolavoro.
Due canzoni: "No One Does It Like You" - "Teenagers"

19. THE DEAD SCIENCE - Villainaire - Constellation
Con questo si apre la serie dei 'clamorosamente sottovalutati'. Ne han parlato tutti benino, ma mi sento abbastanza solo nel ritenerlo un gran disco. Hanno a che fare con le sonorità devianti e con gli acuti carichi di dramma
degli Xiu Xiu, un cantato che deve qualcosa a Thom York, una produzione curata e a volte magniloquente ma che non rinuncia mai a quel tocco di grezzuria indie di una volta (che da queste parti è sempre apprezzata). (Ri)ascoltatelo.
Due canzoni: "Make Mine Marvel" - "Black Lane"

18. FLEET FOXES - s/t - Bella Union
Di loro avevo parlato brevemente ad aprile, all'uscita del primo ep. Mi sembravano un ottimo gruppo e il loro album mi ha confermato in questa opinione. Freschi vincitori della playlist di pitchfork, con me si devono accontentare: troppo retro per veleggiare tra le prime posizioni della classifica, restano comunque tra i compositori di melodie pop più ispirati in circolazione.
Due Canzoni: "White Winter Hymnal" - "He Doesn't Know Why"

17. BONNIE 'PRINCE' BILLY - Lie Down In The Light - Domino
Probabilmente non all'altezza degli altri, ma assolutamente non sottotono. Semplicemente un disco meno inquieto, che a tratti sembra quasi pacificato. Will Oldham si avvicina con questo album a un suono country più tradizionale, nel senso che di quella tradizione abbraccia in toto lo spirito reazionario e l'intento consolatorio. Immagino che qualcuno possa storcere il naso, io personalmente continuo a seguirlo senza difficoltà.
Due canzoni: "You Remind Me Of Something (The Glory Goes)" - "For Every Field There's A Mole"

16. XIU XIU - Women As Lovers - Kill Rock Stars
Sarò sempre grato a questo 2008 per avermi restituito Xiu Xiu a grandi livelli. I precedenti mi sembravano un po' ripetere i soliti stilemi di Jamie, ma senza quella intensità quasi insostenibile che qui torna vigorosamente. Un album assolutamente ispirato e dove le fughe noisy non prendono mai il sopravvento su strutture ritmiche e melodiche sempre fuori dagli schemi. Contiene la cover dell'anno.
Due canzoni: "No Friend Oh!" - "Under Pressure"

15. THE LAST SHADOW PUPPETS - The Age Of The Understatement - Domino
Questo disco mi ha riconciliato con il pop inglese, anzi dirò di più: con tutta l'inghilterra. Speriamo che sia un segno di ripresa. Messa da parte qualunque filiazione o velleità post-punk, i due giovini qui giocano con lee hazlewood e morricone. Devo ammettere, nonostante l'antipatia che i due mi ispirano, che i risultati sono eccezionali (merito anche di Owen Pallet).
Due canzoni: "The Age Of The Understatement" - "My Mistakes Were Made For You"

14. THE WALKMEN - You & Me - Gigantic
Altro gruppo sottovalutato da queste parti. In realtà negli stati uniti gli sta andando più che bene. E se lo meritano. All'apparenza il loro folk-rock
malinconico con una spruzzatina di soul qua e là suona tutto sommato abbastanza tradizionale e rassicurante, in realtà basta solo un ascolto più attento e le canzoni si rivelano molto più complesse e inquietanti, soprattutto grazie alle trame delle chitarre che si inseguono e incastrano facendosi largo a gomitate: un suono sixties, a tratti desertico e morriconiano, prestato a una sensibilità post-punk. Notevolissimi.
Due canzoni: "In The New Year" - "Postcards From Tiny Islands"

13. OFFLAGA DISCO PAX - Bachelite - Santeria
Son cresciuti tanto e già partivano da buona altezza. La produzione e il suono sono migliorati notevolmente, ma soprattutto i ragazzi si sono superati in arrangiamenti e composizioni che non si limitano più a far leva sulle suggestioni e sulle dilatazioni dell'effettistica. I testi di Max son sempre superlativi e mi pare a loro volta più
toccanti e sicuri nella difficile arte di bilanciare emotività, ironia e autobiografia. Bravissimi.
Due Canzoni: "Sensibile" - "Venti Minuti"

12. PLANTS AND ANIMALS - Parc Avenue - Secret City
Ai grandi sovvertitori e rivoluzionari ho sempre preferito i più subdoli e discreti pervertitori della tradizione. In questo i tre ragazzi canadesi sono maestri. Tirano in ballo i Beatles, CSNY, gli Stones, un po' di funky e un po' di soul, aggiungono una fiera sensibilità indie-rock tutta contemporanea, qualche spigolosità chitarristica, con un ampio ricorso alla coralità epica dei concittadini Arcade Fire. Se riescono a eliminare qualche piccola ingenuità potrebbero essere loro la nuova grande sensazione da montreal. Ascoltateli.
Due Canzoni: "Bye Bye Bye" - "Feedback In The Field"

11. BEACH HOUSE - Devotion - Carpark
È colpa loro se pubblico la playlist così tardi. Avrei voluto vederli a tutti i costi in top ten, ma non ce l'ho fatta. Poco importa, continuerò a perdermi in queste canzoni senza tempo, a farmi guidare dall'organo tra queste melodie rarefatte e pur così cariche di passione, struggimento e dramma. E "Gila" è la canzone più bella dell'anno.
Due canzoni: "Gila" - "Heart Of Chambers"

Postato da: soundverite a 18:43 | link | commenti |
classifiche, playlist, mp3 , secondo me

14/12/2008
quando tornerai

si torna a casa.
abbandoniamo per una ventina di giorni gli alberi ghiacciati. li ritroverò ben a gennaio.
di radio non se ne fa mai abbastanza e io non vedo l'ora di recuperare il microfono di radio onde furlane: martedì 23 e 30 dicembre sOUNDVERITE torna in diretta. parliamo
della scena canadese e dell'inevitabile classificone di fine anno (la playlist a questo punto è pronta).

due segnalazioni veloci veloci: ha aperto, già da un po', il blog della arab sheep. da seguire attentamente, anche perché stanno succedendo delle cose interessanti come la pubblicazione in free download di Radio Gabucci, la nuova creatura di Marco Lirussi (già Faula Project, Clevis Hat, Ciccio & The Dreamcorers ecc. ecc.). Scaricatelo.

ha aperto, già da un po', italian embassy. sito dinamico che parla di tutto ciò che succede nell'italia che ci interessa. un occhio al microscopio per captare ogni minimo assestamento della scena, l'altro che ammicca all'estero per cercare di oltrepassare i confini. ce n'era bisogno? sì. più che altro perché lo gestisce lui (che non gli piacerà il vinile, però di italia ne sa più di tutti e prima di tutti).



Postato da: soundverite a 23:35 | link | commenti (6) |
web , secondo me, note di servizio, montreal